[DIARIO] Tafi del Valle: il paradiso alle porte delle Ande

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Il nostro viaggio inizia qui, a 2300 metri sul livello del mare, dopo ben 24 ore di autobus percorse tutte di un fiato. Il paesaggio, monotono per centinaia di kilometri, improvvisamente cambia e ci lascia letteralmente senza fiato: la pianura cede sotto la montagna e i suoi fiumi per aprirsi in una valle stupenda con il suo lago artificiale fonte di energia idroelettrica per la regione. Ci vengono a prendere alla stazione Maria Sol ed Ana e in pochi minuti siamo nella  casa di famiglia con un panorama mozzafiato. Un verde cosi verde l’avevo visto prima solo negli irish pub e nei raduni leghisti: lama, cavalli e pecore brucano avidi in ogni dove aspettando l’alpapuyo, la fitta nebbia che il pomeriggio tutto avvolge. La fame si fa sentire e mangiamo il nostro primo tamal e delle empanadas squisite accompagnate da un salamino che da nostalgia di casa a Valentina, il tutto con un vino tinto Malbec veramente notevole. L’atmosfera è quella di un Trentino alieno e tranquillo dove però non manca mai quella argentinitá che ci ha rubato il cuore. Andiamo sul lago mentre un gruppo di ragazzi sfida il gelo alpino per recuperare una barca affondata tra risate e virilità mista a disperazione.  Il resto lo dobbiamo ancora scoprire..ma solo dopo una bella dose di sonno!

Luciano 06/03/2016

Foto provvisorie dal cellulare!

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