Γεωργία: il passaggio di un incontro

Sapevate che in greco “porta” si dice esattamente come in italiano, che “fragola” è “fraula” e bottiglia “bukàla” e che per brindare si usa “Yamas!” – e non “Opa!”, come pensavo io, che invece si usa nei balli e più in generale come esortazione/esclamazione-?No, non ci siamo messi a studiare il greco, non ancora per lo meno: abbiamo imparato queste ed altre espressioni greche grazie alla nostra nuova amica Γεωργία (Giorgia). Domenica pomeriggio, passeggiando per Sutri, ci siamo imbattuti in una giovane pellegrina solitaria lungo la Via Francigena, che passa proprio sotto casa: Giorgia ci ha chiesto se conoscessimo un posto dove poter passare la notte, visti i prezzi dell’ostello gestito dalle suore, e noi, senza pensarci due volte, l’abbiamo invitata a casa. Grazie al suo italiano più che perfetto (vi sfido a metterla alla prova, sa anche cosa significa “punkabbestia”!), abbiamo passato la serata a chiacchierare di qualunque argomento e, come era già successo quando abbiamo ospitato Marine e Marcos, non ci siamo fatti mancare nemmeno una visita alla cantina scavata nel tufo di Riccardo, dove lui, Anna e i loro amici ci hanno accolti a base di vino rosso – rigorosamente autoprodotto-, salumi e formaggi dal momento che in paese si era svolta la Festa di Primavera. Giorgia adesso è finalmente arrivata a Roma, termine della Via Francigena, e ha davanti a sé la spensierata libertà di chi non ha progetti: in bocca al lupo per tutto!

Si dice che è la prima impressione quella che conta: invitando Giorgia a fermarsi da noi ci siamo basati solo sul nostro istinto visto che avevamo scambiato con lei appena un paio di frasi, e ci abbiamo visto giusto perché così facendo non ci siamo preclusi un incontro molto interessante che potrebbe essere l’inizio di un’amicizia duratura. Abbiamo già raccontato di tutte le persone che ci hanno ospitati in Argentina, estranei che però ci hanno aperto le loro case con una semplicità e una generosità indimenticabili, senza farci sentire “ospiti” nemmeno per un momento bensì parte integrante della famiglia, seppur per poche ore. 

L’accoglienza è stimolante ed utile non solo per chi la riceve, ma soprattutto per chi la offre essendo costretto ad affrontare paure e pregiudizi nei confronti dell’Altro, essendo anche lui stesso Altro per l’ospite.

“Possiamo scoprire gli altri in noi stessi, renderci conto che ognuno di noi non è una sostanza omogenea e radicalmente estranea a tutto quanto non coincide con l’io: l’io è un altro. Ma anche gli altri sono degli io: sono dei soggetti come lo sono io, che unicamente il mio punto di vista  – per il quale tutti sono laggiù mentre io sono qui – separa e distingue realmente da me.”

In questi tempi bui d’intolleranza e chiusura sarebbe bene tenere sempre a mente questa citazione di Todorov.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...