Roma a modo mio #1: San Lorenzo

Quando da bambina andavo a trovare i miei cugini a Roma per Natale o qualche altra ricorrenza, ricordo bene l’emozione di essere in una grande città, nientepopodimeno che la Capitale! Crescendo, ho iniziato a manifestare una certa insofferenza per il paesino in cui abitavo e m’immaginavo a vivere lontano: Londra, Stati Uniti…addirittura per un periodo sono stata innamorata di Bologna pur senza esserci ancora stata. Roma invece non era mai stata una meta ambita, quindi quando ho deciso di trasferirmi nella Città Eterna per frequentare l’università è stata più una scelta strategica che un vero e proprio desiderio. Il centro della città lo conoscevo già discretamente ed essendo curiosa per natura non mi ha mai spaventata nemmeno per un momento l’idea di essere in una metropoli, anche perché il primo anno abitavo con due compagne di classe del liceo e inoltre buona parte dei miei coetanei e conoscenti potentini si erano trasferiti a Roma. L’anno successivo però ho iniziato a sentire il bisogno di ampliare le mie amicizie e di mettermi alla prova andando a vivere con tre ragazze sconosciute: esperienza che è stata importantissima per la mia crescita.

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San Lorenzo, foto presa dal web

 

Per sei anni (i primi quattro di fila, poi c’è stata la parentesi spagnola e infine il rientro) ho abitato sempre nello stesso quartiere, cambiando però cinque case e innumerevoli coinquilini e compagne di stanza -i prezzi delle camere singole sono sempre stati improponibili per me- : San Lorenzo, “San Lollo”, il quartiere universitario e della “movida, con ancora ben visibili i segni del bombardamento del ’43. Di San Lorenzo ho sempre amato la dimensione di paesino: quando mi ci sono trasferita, nell’ormai lontano 2005, resistevano ancora alcune botteghe artigianali che erano lì da sempre, memoria storica del quartiere. E’ sempre stata una zona politicamente attiva, sede di Radio Onda Rossa e frequentata negli anni ’70 da artisti e intellettuali squattrinati. La vicinanza col centro (Termini si può raggiungere a piedi e la Stazione Tiburtina è a poche fermate di autobus) e il fatto che vi si trovi uno degli atenei più frequentati d’Europa, La Sapienza, ha fatto sì che negli anni si assistesse a una sempre più massiccia gentrificazione del quartiere, con abitanti anziani costretti a lasciare il posto a studenti fuorisede e immigrati, disposti a pagare affitti molto più remunerativi, e vecchi negozi che hanno dovuto cedere il passo a locali tutti simili tra loro che hanno reso San Lorenzo una sorta di “divertificio” dove il sabato sera purtroppo non mancano episodi di violenza o degrado. Se capitate a San Lollo di giorno quando invece siete abituati a frequentarlo solo di sera, vi sembrerà un quartiere completamente diverso, col mercato in piazza, gli ambulanti con le loro bancarelle e i negozi di fiori davanti al Cimitero Monumentale del Verano. San Lorenzo è costretto a combattere con la speculazione edilizia, il degrado e la piccola malavita  però gli abitanti vecchi e nuovi continuano ostinatamente ad amarlo e difenderlo nei limiti del possibile: prova ne sia che lì dove era previsto un bingo e che era stato in precedenza un famoso teatro in cui si esibì anche Totò, sia ora uno spazio aperto alla cittadinanza, con concerti, proiezioni di film e attività sociali per il quartiere: il Cinema Palazzo.

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San Lollo innevato, febbraio 2012

 

Personalmente, al di là dei cambiamenti che ogni quartiere subisce nel tempo, sono molto legata a San Lorenzo perché è il primo posto in cui ho vissuto da adulta, dove ho imparato cosa significa assumersi in pieno le proprie responsabilità, ho avuto la mia prima esperienza lavorativa e ho incontrato molte delle persone che sono state -e alcune lo sono tuttora- speciali per me. Non frequento più molto spesso il quartiere quindi non sono la persona più indicata per consigliarvi sui locali di tendenza, però tra i posti che preferisco ci sono senza dubbio il cinema Tibur, dove ho visto alcuni tra i migliori film degli ultimi anni, la libreria-caffè Giufà, la pizzeria al taglio di Osvaldo, una delle più buone che abbia provato, e per gli amanti dei panini ha aperto da un paio d’anni una filiale di 100 Montaditos, la nota catena spagnola. San Lorenzo è inoltre famoso per la street art, con i murales a rallegrare un quartiere pensato per ospitare ferrovieri e operai e purtroppo alquanto privo di spazi verdi.

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Street art

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2 risposte a "Roma a modo mio #1: San Lorenzo"

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