Sei ottime motivazioni per amare Napoli (e convincere anche i più scettici)

(Disclaimer: questo articolo non si propone di essere una guida di Napoli, tutt’altro, è una semplice dichiarazione d’amore a una città unica al mondo. Non troverete quindi consigli su cosa vedere o dove mangiare: la conosco abbastanza bene ma non così tanto, e in rete ci sono tantissimi articoli pieni di dritte in merito.)

 

Fin da bambina ho avuto un rapporto speciale con Napoli: mio padre è uno sfegatato tifoso della squadra partenopea e la vicinanza geografica me l’ha sempre fatta percepire come familiare. Per di più gli attori napoletani sono sempre stati particolarmente apprezzati a casa mia: nonno aveva la collezione intera dei film di Totò (quanti pomeriggi ho passato insieme a mio fratello a guardare quelle videocassette!) e i miei genitori mi hanno trasmesso un’adorazione totale per Massimo Troisi (non esagero se dico che l’ho sempre sentito “vicino”, pur non avendolo mai conosciuto). Essendo cresciuta a pochi km di distanza dal confine con la provincia di Salerno, l’influsso campano si sente anche nel mio dialetto, che pur non essendo lo stesso è comunque abbastanza simile da permettermi di guardare “Gomorra” senza sottotitoli 😀

Spesso capita di sentir parlare male di Napoli e la maggior parte delle volte si tratta di persone che non ci sono mai state, che la criticano per partito preso, per la “monnezza” e gli “scippi”. Ho abitato per anni a Roma e vi posso assicurare che ci sono periodi in cui anche la capitale non si fa mancare la sua bella dose di spazzatura per strada, e non solo in periferia (quest’estate i cassonetti erano talmente pieni che i marciapiedi ne facevano le veci, e sto parlando di Ottaviano, zona Vaticano!), così come i furti e le rapine succedono in qualunque grande città. Lungi da me ovviamente far finta che Napoli non abbia dei problemi e che possa essere una città difficile, ma quale metropoli non lo è?

In questo articolo cercherò di spiegarvi perché amo così tanto questa città, pur non avendoci mai vissuto (o forse proprio per questo, dato che i miei sentimenti per Roma hanno finito per essere piuttosto negativi!).

1. Napoli ha carattere

Dal mio modestissimo punto di vista, si tratta senz’ombra di dubbio di una delle più belle città al mondo. Quello che balza agli occhi è la sua enorme personalità: la disinvoltura della sua architettura, l’alternarsi di ampie piazze e vicoli angusti, l’elegante decadenza ben evidente nei palazzi di Spaccanapoli, i colori che si mescolano con alcuni dei più buoni sapori mai provati, la musicalità del suo dialetto. Osservare il panorama da Castel dell’Ovo non ha prezzo: personalmente mi riconcilia con il mondo e mi mette una gran pace. Oltretutto negli ultimi tempi la città sta vivendo una vera rinascita e i turisti la stanno premiando con una costante presenza.

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La vista da Castel dell’Ovo

2. La sua gente

Questa città, col suo caos e i suoi problemi atavici, ha ispirato e continua ad ispirare poeti, musicisti ed attori. Come cantava infatti Pino Daniele:

Napule è mille culure

Napule è mille paure

Napule è a voce de’ criature

Che saglie chianu chianu

E tu sai ca’ nun si sulo

Quale migliore dichiarazione d’amore per questa città? L’umanità che ho trovato qui, mi è capitato poche altre volte di sperimentarla: quando si chiede un’informazione, quando si fa la fila per mangiare la pizza più buona del mondo, quando si passeggia sul lungomare, si percepisce un genuino interesse nei confronti di chi si ha davanti. I napoletani sono noti per avere un gran cuore: non a caso è qui che è nato il caffè sospeso”, ovvero l’abitudine di lasciare un caffè pagato al bar per chi non può permetterselo. Noi italiani siamo storicamente propensi a fare buon viso a cattivo gioco, e sicuramente a Napoli, come in generale in tutto il Sud, l’arte di arrangiarsi la fa da padrona, talvolta ai limiti della legalità (o ben oltre): mai sentito parlare del “pacco”? Da ragazzina una volta mi è capitato di assistere a questa truffa che per la sua buona riuscita necessita che il truffato sia molto ingenuo (o si creda più furbo degli altri): per avere un’idea vi consiglio il film “Pacco , doppio pacco e contropaccotto” .

3. L’arte

L’innata simpatia e naturale teatralità fa sì che molti tra i nostri migliori attori siano napoletani: da Edoardo de Filippo a Totò, da Sophia Loren a Massimo Troisi, alcuni tra i miei preferiti in assoluto, capaci di stravolgere stereotipi e ridere di idiosincrasie tipiche. A casa mia non c’è 24 dicembre che si rispetti senza il dvd di “Natale in casa Cupiello”, mio fratello ed io siamo cresciuti a pane e citazioni di Troisi, la mia adolescenza è stata segnata dalle canzoni di gruppi come 24 grana e 99 posse, cantori della rude bellezza di questa città, e al momento nessuno come i The Jackal sa come strapparmi una risata su Youtube.

4. L’importanza della socialità

Napoli è la città che ha saputo trasformare un luogo di sofferenza in uno spazio aperto alla cittadinanza, dove è possibile assistere ad un concerto di musica classica in cui a studenti universitari si mescolano signore ben vestite, usufruire dell’ambulatorio medico gratuitamente, fare sport o essere aiutati a fare i compiti. Sto parlando dell’Ex Opg Occupato-Je so’ pazzo, un ex ospedale giudiziario nel rione Materdei che è stato trasformato in un centro sociale grazie alla tenacia di un gruppo di ragazzi che ha saputo creare uno spazio di aggregazione in un quartiere spesso difficile. Noi abbiamo avuto la possibilità di fare un tour guidato della struttura due anni fa, quando l’Ex Opg aveva aperto da qualche mese ed era in piena risistemazione, per cui erano ancora ben visibili le scritte strazianti nelle celle dei detenuti e si percepiva ancora tutto il loro dolore. Napoli è una città in continuo fermento, artisticamente e politicamente: scalpita e soffre ma la sua forza sta nella sua incontenibile vitalità. Un altro esempio è rappresentato dall’Ex Asilo Filangieri, un palazzo storico diventato nel 2012 sede della comunità dei lavoratori dello spettacolo della città, uno spazio aperto dove si va consolidando la gestione partecipata della cultura.

 

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Ex Opg (foto presa dal web)
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Ex Asilo

5. La lingua

E che dire poi della lingua napoletana? La diatriba è sempre aperta in merito, ma definirlo un dialetto è fortemente riduttivo, soprattutto se teniamo conto degli innumerevoli capolavori letterari scritti in napoletano. Tendenzialmente si parla di “lingua” quando vi è stata una codificazione, che normalmente manca ai dialetti, godendo quindi di un prestigio sociale superiore e di una maggiore dignità culturale. Sia come sia, il napoletano è ormai parte integrante della nostra cultura generale, grazie ad opere teatrali e cinematografiche, alla grande tradizione canora (“‘O sole mio” su tutte, ma anche “Tu Vuò Fa L’Americano, tanto per citarne una) poi sfociata nella canzone neomelodica, ai tormentoni tratti da film e serie tv (penso per esempio a “Deux frittur”)  o al capolavoro poetico di Totò, “‘A livella“.

6. Il cibo

Dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo): la gastronomia. C’è forse bisogno di elencare le prelibatezze tipiche? C’è solo l’imbarazzo della scelta, tra dolce e salato, per non parlare poi del caffè: la sua preparazione è un rito, richiede passione e attenzione, e infatti non ne esiste uno altrettanto buono. Avete mai usato la caffettiera napoletana? Diversamente dalla classica moka, richiede più passaggi e possono volerci anche dieci minuti prima che sia pronto il caffè, con tutta la “flemma” possibile: non è certo adatta a chi ha fretta, insomma! Personalmente, a Napoli potrei nutrirmi solo di street food, tra una pizza a portafoglio, una pizza fritta, un calzone, ‘na sfogliatella e ‘nu babbà.

 

Per concludere, vi lascio con un libro, una canzone, un film e uno sketch su Napoli:

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4 thoughts on “Sei ottime motivazioni per amare Napoli (e convincere anche i più scettici)

  1. Tuo padre è entrato nel mio circolo di persone da salvare sull’arca in caso di un nuovo diluvio. 😉
    Sapevi che The Jackal sono stati miei collegi all’università? hahahhahah
    Bellissimo articolo sulla ia Patria!!!! Grazie ❤

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    1. Ahahaha mio padre ne sarà felice, a questo punto direi che me lo sono meritata anch’io uno spazietto sull’arca, no? 😀
      Ma daiiii, io adoro i The Jackal!! Che facoltà avete fatto?
      Grazie a te per averlo letto ❤

      Mi piace

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