“Marseille c’est pas la France”: ode alla città meno francese di tutte

Sognavo da tempo di visitare Marsiglia: ne avevo sempre sentito parlare come della Napoli francese  e ne ero molto incuriosita. Approfittando dell’ospitalità di Ondina, che ormai ci vive da anni, abbiamo deciso di regalarci la nostra consueta vacanzetta di inizio anno andando così alla scoperta della meno francese delle città d’Oltralpe.

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Al porto

La frase che ci siamo sentiti ripetere più spesso una volta arrivati, tanto dai nostri amici expat che dai marsigliesi stessi,  è “Marseille, c’est pas la France”: Marsiglia è una città mediterranea, anarchica, ben lontana dagli standard di eleganza e precisione che ci si aspetta dalla Francia. Il primo impatto, almeno per noi, non è stato positivo: dalla navetta che ci ha portati dall’aeroporto verso il centro, abbiamo assistito a una sfilata di brutti palazzoni e di stili architettonici quanto meno eterogenei. Una volta arrivati alla Gare Saint Charles, però, ci siamo immersi nell’atmosfera unica di Marsiglia e pian piano abbiamo scoperto una città sicuramente difficile ma con un fascino innegabile e una forte personalità. Non è un centro turistico in senso stretto: se paragonata ad altre città europee sono poche le attrattive artistiche o culturali da visitare, ma se si riesce  guardare oltre la sconfinata distesa di cemento che la caratterizza, ne emerge la bellezza sgangherata e fiera.

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Panorama serale dal Jardin du Pharo

Il cuore di Marsiglia è il porto vecchio, dove sbarcarono i Fenici nel settimo secolo avanti Cristo: è qui che finisce la via principale del centro storico, la Canebière, lunga un chilometro e sempre piena di vita. Domina il porto lo splendido complesso del MuCEM, il museo delle civiltà europee e del Mediterraneo, realizzato nel 2013 quando Marsiglia fu Capitale della Cultura Europea, ristrutturando l’antico Fort Saint Jean, connesso all’ala moderna da un incredibile ponte panoramico.

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MuCEM

A poca distanza sorge l’imponente Cattedrale la Major, che si affaccia sul mare, e di lì ci si ritrova nel pittoresco quartiere di Le Panier, uno dei più antichi, che abbiamo adorato per i suoi vicoletti e le sue imposte variopinte. In inverno vi si respira una grande calma perché, pur essendo centrale, è un quartiere praticamente pedonale e sono poche le attività aperte: ciò non toglie che sia un piacere arrampicarsi per le sue viuzze! Effettivamente, più che Napoli (che a parer mio non c’entra nulla, se non per essere una città di mare) a noi in certi punti Marsiglia ha ricordato Lisbona: è un continuo saliscendi, spesso con una pendenza notevole, che per dei camminatori abituali come i sottoscritti rappresenta una bella sfida. Non molto distante si trova la zona di Cours Julien-La Plaine, un po’ simile al Pigneto a Roma, piena di locali e negozietti carini dalle saracinesche colorate con bellissimi murales.

 

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Immancabile street art 

Qui c’è l’imbarazzo della scelta quanto a tipologie di ristoranti: dall’ucraino al giapponese che non prepara sushi, dal libanese all’indiano, dal senegalese al creolo. Marsiglia è un vero melting-pot, da brava città portuale con una storia millenaria, tanto che spesso ci si dimentica di essere in Francia e si potrebbe essere ovunque, anche in Italia vista la forte presenza di nostri connazionali: provate a passare a Casa Consolat, all’inizio della Canebière, e poi saprete dirci (è il punto di ritrovo di moltissimi giovani italiani che una volta a settimana propone piatti regionali tipici: a noi è toccata la cucina marchigiana).

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La Basilica domina la città

La zona in cui si trova, seppure centralissima, è quanto di più lontano dall’essere turistica: solo la prima sera abbiamo visto almeno cinque enormi pantegane che scorrazzavano tranquillamente in giro, oltre al fatto che spesso intorno ai cassonetti si trova di tutto, da scarpe spaiate a mobili. Ci è stato spiegato che i topi e le cimici da letto sono endemiche di alcuni quartieri: addirittura un’ala dell’ospedale era stata chiusa per questo motivo. Ma ci vuole ben altro per scoraggiarci e la nostra esplorazione della città non si è fatta mancare nulla. Continuando il nostro giro nei dintorni della Canebière, siamo arrivati a Noailles, un quartiere popolare che ospita diverse comunità africane, soprattutto maghrebine e senegalesi, famoso per il suo mercato; ci siamo fermati a mangiare dell’ottimo cous-cous seguito da tajine di pollo e ci siamo lasciati inebriare dai profumi di spezie ed incensi emanati dalle botteghe (tra cui numerosissime sono quelle che vendono extension e parrucche).

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Lungo la Corniche

Per avere un’idea della Marsiglia più borghese invece abbiamo percorso la Corniche, splendida passeggiata sul  lungomare lunga circa cinque chilometri dal porto a Plage du Prado, dove qualche temerario ha sfidato le gelide acque invernali per fare un bagno in mare (cosa non rara, a quanto ci è stato detto). La zona è circondata da villette ed edifici quanto meno improbabili, un’accozzaglia che abbiamo imparato ad amare, e il mare è estremamente limpido per essere in città. Oltre a godere di tramonti mozzafiato –motivo per cui tutta la strada è praticamente un’enorme panchina-, si può ammirare Chateau d’If, una fortezza in cui è stato ambientato Il Conte di Montecristo, che sorge su una piccolissima isola dell’arcipelago delle Frioul, e l’incantevole piccolo porto di Vallon des Auffes.

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Lungomare

La città è dominata dalla Basilica di Notre Dame de la Garde, anche nota come La Bonne Mère (la madre buona), dove i vecchi pescatori facevano benedire le barche: sono infatti ancora presenti delle imbarcazioni in scala appese all’interno della chiesa. Si trova nel punto più alto della città, a circa 162 metri sul livello del mare, e noi ovviamente abbiamo ben pensato di andarci a piedi praticamente appena scesi dall’aereo: è stata un po’ una faticaccia (la strada è per un buon pezzo in salita), ma siamo stati ripagati da una vista a 360 gradi del centro storico, del porto e delle Frioul. Merita sicuramente una visita l’imponente Palace Longchamp, sede del Museo di Belle Arti e di quello di Storia Naturale, realizzato in occasione della costruzione del Canale di Marsiglia che portò l’acqua in città mettendo così fine alla siccità. Non ci siamo fatti  infine mancare una breve gita fuori porta nella vicina Aix-en-Provence, graziosa cittadina a circa venti minuti di distanza e importante centro universitario, famosa per aver dato i natali a Paul Cézanne.

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Dettaglio ad Aix-en-Provence

Come sempre, abbiamo cercato di fare quante più cose possibili nel poco tempo che avevamo a disposizione, anche se si è trattato di una vacanza un po’ diversa dalle altre dato che siamo stati spesso in compagnia di amici residenti a Marsiglia, per cui ci siamo sentiti poco “turisti” e molto “a casa”. Sicuramente ci siamo persi qualcosa, come il giro in barca alle Frioul, ma siamo contenti così, e chissà, potrebbe essere un’ottima scusa per tornare!

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Chateau d’If in lontananza

Informazioni pratiche:

-dall’aeroporto parte una navetta ogni venti minuti che in meno di mezz’ora vi porterà alla stazione centrale di Marsiglia, la Gare Saint Charles. Vi consigliamo di fare subito anche il biglietto di ritorno poiché più conveniente.

-il biglietto per metro, bus e tram costa 1,70 € (se fatto direttamente a bordo dell’autobus costa 30 centesimi in più). Noi abbiamo praticamente girato sempre a piedi ma vi conviene fare la carta Transtick ricaricabile alle macchinette delle stazioni metro. Se non volete scarpinare fino alla Basilica, c’è un trenino turistico apposito.

-non preoccupatevi se nei bar non vi servono snack insieme all’aperitivo: per quanto strano possa sembrarci, in Francia è perfettamente normale e, per lo meno a Marsiglia, non c’è niente di male nel portarsi del cibo.

 

Vi lasciamo con una canzone e una serie che parlano di Marsiglia. À bientôt!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a "“Marseille c’est pas la France”: ode alla città meno francese di tutte"

    1. Ciao Roberta! Marsiglia è una di quelle città che o piacciono o no, un po’ come succede con le persone dal carattere forte 🙂 Forse non sarà bellissima, per lo meno non in senso canonico, ma a noi è piaciuta davvero tanto proprio per la sua diversità, spero tu riesca a visitarla presto e, perché no, dirci come ti è sembrata! ^_^

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